Yacht in stile Warhol, nuovo approdo in Italia

Come le mostre pop-art itineranti più seguite, lo yacht in stile Warhol torna in Italia. Gli amanti delle avanguardie artistiche degli anni Sessanta o più semplicemente delle opere bizzarre e kitsch (secondo i punti di vista) dovrebbero far tappa a Portoferraio. La famosa “Guilty” è da qualche giorno ormeggiata al molo d’Elba. Con i suoi trentacinque metri di extralusso, tecnologia e arte, la creazione della designer Ivana Porfiri continua ad attirare turisti e curiosi. Centinaia di fotografie scattate a un gigante del mare che, nonostante sia nato dalle mani di un artista affermato come Jeff Koons, divide il pubblico per gli eccessi cromatici e per il design decisamente fuori dagli schemi.   

 Guilty, lo yacht pop art (Ph.  www.artribune.com ) 

Guilty, lo yacht pop art (Ph. www.artribune.com

Cosa si dissero Jeff Koons e Dakis Jannou, proprietario dello yacht in stile Warhol, nell’incontro in cui fu commissionato “Guilty” non è dato saperlo. Certo è che i colori articolati e le forme geometriche dipinte sulla barca non lasciano dubbi sull’eccentricità dei due personaggi. Con le figure blu e gialle contrapposte al nero e ai pois, Koons emula il modello di camuffamento delle navi inglesi della Prima Guerra Mondiale (la “Razzle Dazzle” di Norman Wilkinson) ma si ispira anche a un dialogo immaginario fra “idea delle piramidi e immagine delle oasi e dei miraggi”. Dunque nessuna influenza diretta dalla pop-art di Warhol e Roy Liechtenstein ma un risultato complessivo che somiglia molto al linguaggio artistico delle due icone newyorkesi.

Completamente differenti dall’esterno risultano invece gli spazi sottocoperta. Stanze bianchissime e luminose per consentire agli ospiti di ammirare le diverse opere d’arte che l’armatore ha voluto a bordo. Dai sipinti “Hex Mirror” di Anish Kapoor e “Untitle (Vision)” di David Shringley, alle installazioni neon di Martin Creed. Infine, è nella cabina privata di Jannou che troviamo il “Colpevole”: una tela di Sarah Morris in cui spicca la parola “Guilty” in caratteri rossi.